Ovunque Potere



Identità

“Ogni identità è fatta di memoria e oblio. Più che nel passato, va ricercata nel suo costante divenire.”
Marco Aime

Ho trascorso buona parte della mia giovane vita a circumnavigare l’idea di una identità. Vuoi per naturale inclinazione, vuoi per gli spunti offerti durante gli ultimi anni dal dibattito sempre vivo nel mio territorio, e fomentato da certe uscite xenofobe (che io condanno apertamente) di alcune frange politiche locali (e purtroppo nazionali).

Non sono ancora approdato su rive sicure, ma ho assecondato col passare del tempo una corrispondenza implicita con l’elemento naturale dell’acqua, per un’epistemologia del tema dell’identità nella mia ricerca personale.

Nella mia poetica, da sempre, compare qualcosa di tacito e silenzioso che chiama con la voce dell’acqua, la pretende, come un tributo liquido da pagare per esserci. Una componente atavica che simula il fiume, il suo lento decorso, il suo costante divenire, per riprendere la citazione dell’antropologo torinese.

In questo lavoro l’attenzione si sposta sul rapporto tra Identità e Identificazione, ovvero quella necessità corrisposta di feticci scelti per sentirci parte di un complesso gerarchico e strutturale più ampio, che ci accolga e ci giustifichi, come parte di una realtà.

L’identificazione per me è chiamare in causa la Bassa Bergamasca, questo lembo di terra strappato ai due fiumi che ne sono confine.

Mi riferisco all’Adda e al Serio. La mia terra è contenuta da sempre entro questi due limiti fluviali, la cui gente da sempre vive, sogna, si arrende e riparte.

Per omaggiare i lenti giganti di acqua ho impresso in quasi 800 ritagli di carta da spolvero una pennellata tracciata con la terra che giornalmente viene spinta a valle dalla propria profonda provenienza.

Perchè io, come il Narciso di un noto artista locale, amo specchiarmi in quel lento fluire, senza mai trovare due volte consecutivamente la mia stessa immagine. Perché io amo i miei fiumi (nonostante siano stati stuprati).

Tranquilli, niente a che vedere con questo:

trota_ampolla

Diciamo più una cosa del genere:

Schermata 2014-09-21 alle 16.36.27

Il fiume Serio a Mozzanica

Schermata 2014-09-21 alle 16.38.34

Il fiume Adda a Rivolta d’Adda

Radici

“Because it’s stupid to laugh and it’s useless to bawl
about a rusty tin can and an old Hurley ball “
The Pogues

Se penso alle “radici” amo soprattutto il formarsi nella mia mente di quel movimento verticale di forte spinta verso il basso, che le caparbie radici delle piante impiegano alla ricerca dei sali minerali da tradurre in sostentamento. Come una natura viva.

Mi piace soprattutto per quella causticità, quella gestualità cieca della ricerca.

Allo stesso modo mi sorprendo a volte, durante la stesura di una poesia o la pianificazione di un nuovo progetto, a compiere lo stesso moto di ricerca verso ciò che di più stratificato mi interpella, la mia memoria.

Luogo simbolico dove attingere costante ispirazione è soprattutto Isso, la dolce terra di mia madre, locus ameno, Arcadia circondata dai silenziosi prati, dal bollente fiato di stalle e il gorgogliare acuto delle risorgive.

Schermata 2014-09-20 alle 00.15.48

Schermata 2014-09-21 alle 17.23.42

Schermata 2014-09-21 alle 17.26.05

Qui ho trascorso i momenti più felici della mia infanzia, giocando a calcio per strada la domenica dopo la messa, accompagnando mio nonno nelle lunghe gite in trattore, cercando le uova ancora calde in cima al fienile.

Di me posso dire che sono caravaggino, ma le mie radici più intime si insinuano proprio in questo tratto della mia vita, che ho deciso di ri – presentare catalogando piccoli oggetti issesi che sono sopravvissuti al tempo e alle geografie.

AleG

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