Solidi imperfetti e infinite trame – Stefania Bressani

Ovunque Potere


IDENTITA’

Da piccola credevo che tutto ciò che mi girasse intorno svanisse non appena levavo lo sguardo. Anche le persone, nella mia fantasia, fungevano da comparse alla storia della mia vita. In pratica avevo già ideato il “The Truman show”* molto prima che venisse girato.

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*Film che tra l’altro ho sempre evitato di vedere per non disilludere questa mia fantasia.

…e insomma ho sempre fatto un po’ di fatica a concretizzare che anche queste controfigure chiamate “Altri” vivessero con lo stesso caos cosmico di pensieri che mi sono sempre ritrovata in testa.

Oggi, anche se a volte mi piace cullare ancora quest’idea bizzarra, devo confessare che amo stupirmi del contrario. Quando mi trovo in un luogo con molte persone adoro immaginare a quanti pensieri, quante vite, quanta complessità stanno dentro a questi corpi. Mi sento un po’ come quegli angeli de “Il Cielo sopra Berlino” anche se ahimè, non sento ancora il brusio di questi pensieri.

bibliotecaAdoro la scena della Biblioteca.
Forse quelle che sento d’estate non sono cicale
ma il brusio di qualcuno che legge senza usare la voce.

Ecco allora che non posso esimermi dal rappresentare le identità come una moltitudine di menti, tutte diverse, con mille colori e sfaccettature che le rendono uniche.

Saranno dei solidi, solidi complessi, apparentemente perfetti ma con delle piccole sbavature… non saranno visibili però ci saranno. Piccole e impercettibili sbavature della carta, imperfezioni nell’assemblaggio. Rappresentano la parte più importante di noi stessi: i punti deboli che ci rendono unici. Solo l’occhio attento le potrà cogliere, d’altronde, solo chi mi conosce bene sapeva già la questione del “Truman”.

STORIA

Prendi tutti i nomi che hanno attraversato la tua vita, prendi i ricordi delle tue prime vacanze da solo, i colori della tua prima cartella. Piglia il sapore di tutti i caffè bevuti tra i sorrisi, le fotografie dei tuoi nonni ed i primi freddi di tutti gli autunni. Raccogli le frasi di quel libro a cui ogni tanto ripensi, ripensa al profumo di tua madre e ripesca i paesaggi che hai percorso con la tua bicicletta. Metti l’aroma di quel primo bacio e il ritmo di quel battito di cuore. Ripensa ai tuoi vecchi giochi e alla voce di tuo padre.

Di tutte queste cose fanne un lungo filo. Un filo lunghissimo, quanto sono i tuoi ricordi.

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Intreccialo per bene. Intreccia il tuo vissuto con quello degli altri in un nodo complicatissimo e bellissimo che sottende a tutte le cose. Avrai creato un “Tappeto della memoria”, un esempio tra i più raffinati di fondamenta sulla quale costruire l’architettura delle nostre vite.

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Scritto da: Stefania Bressani
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