Ovunque Potere


I volti di una città

Senza le persone le città sono vuote (come nei caldi pomeriggi di agosto)

È bello sapere che pensando ai piccoli centri, un po’ come quello dove vivo, hai sempre delle certezze, delle personalità che sono presenti (a meno che non vengano spazzate via dal capitalismo e dalla globalizzazione).

Gli antichi mestieri, quei sani lavori al quali si dedica la vita, anima e corpo, giorno dopo giorno, per una vita intera.

Panettieri, sarti, calzolai, macellai, fioristi, parrucchieri, postini, lattai, baristi.

Ma anche altre presenze, istituzioni e volti noti, personaggi che vivono nella società cittadina, dandole sempre vita e forza.

Sono queste le persone che voglio presentarvi, con le facce ritrovate, i ricordi dispersi di qualche città svenduti a pochi euro.


Con il passare degli anni

Le città sono strutture viventi.

Sistemi di persone, servizi, infrastrutture che coincidono, convivono e crescono.

Succede che nel processo di avanzamento ed espansione delle città si va a perdere l’origine dei nomi, dei luoghi e delle strade.

Quante circonvallazioni sorgono sulle ceneri di cinta murarie, quante piazze Castello vivono sulle fondamenta nascoste di fortezze, quante vie Campi sono ora in mezzo alle industrie e quanti fossi sono stati coperti per allargare una strada.

Mi piace riscoprire e rivedere il volto delle città, mi piace riscoprire il mondo di una volta, anche e soprattutto per comprendere quello dove siamo ora.

Le radici di una città hanno prove tangibili in se stessa, ma hanno bisogno di strumenti per essere viste.

 

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